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Condoni Fiscali - Sanatorie - Rottamazione dei ruoli - Voluntary disclosure - Rientro dei capitali all'estero
Condono 2016, la rottamazione dei ruoli / definizione agevolata 2016
Ultimo aggiornamento 06/11/2016
SPECIALISTA I RICORSI AVVERSO AVVISID DI ACCERTAMENTO, CARTELLE, INTIMAZIONI, IPOECHE E FERMI AMMINISTRATIVI

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La storia dei condoni fino alla voluntary disclosure per capire i rischi che si corrono e come muoversi

La storia dei condoni e delle sanatorie inizia con il governo Berlusconi, nel 2003 i contribuenti italiani ebbero certamente una grande opportunità non solo per gli accertamenti, ma anche per i ruoli ossia le cartelle si poteva chiudere tutto pagando il 25% della sorte capitali senza sanzioni e senza interessi, ma come al solito il legislatore, che sembra lo faccia a posta, pose in essere un meccanismo in virtù del quale si pagava l'80% subito e il 20% entro l'anno, conseguentemente molti dimenticarono di pagare il restante 20% e si sono visti rifiutati il condono. Sul punto di vista giuridico e di correttezza e buona fede chi prende un impegno lo rispetta, ma lo Stato italiano no, il condono è una transazione che una volta ratificata vincola le parti, se non si paga il 20% tutt'al più si fa pagare la sanzione del 30% sull'importo omesso, ma certamente non si invalida un accordo.  Sulla questione è intervenuta più volte la stessa Cassazione dicendo che la sanzione di nullità non era prevista nella normativa per cui se non si pagava una rata il condono era sempre valido, poi è iniziata la crisi e la Cassazione solo per la rottamazione dei ruoli cambia idea, chissà perché, in questo caso tra clemenziale e premiale assolve lo Stato, sostenendo il contrario di quanto aveva invece sostenute in decine di sentenze.

Successivamente fanno un'altra sanatoria nella quale si permette il rientro dei capitali all'estero, pagando la insignificante cifra del 5%, che tra l'altro pagavano le banche se si affidavano a loro i capitali.

Nel 2011 viene introdotta un'altra sanatoria per i ricorsi tributari pendenti fino a 20.000 euro (esclusi interessi e sanzioni) dando la possibilità di chiudere la lite pagando il 10% - 50% o il 30% a seconda dei casi previsti dalla norma.

A far riflettere i contribuenti interviene poi la sentenza della Corte di Giustizia europea, in virtù della quale sull'Iva non sono possibili condoni o sanatorie e anche a livello fallimentare in caso di concordato l'iva deve essere pagata per intero, da questa sentenza lo Stato Italiano addirittura si nega i condoni regolarmente  pagati, alla faccia della correttezza e buona fede e del rispetto degli accordi e perseguita anche coloro che hanno fatto rientrare i capitali all'estero.

Con i governi mai scelti dai cittadini, Letta e Renzi, si ripropone la rottamazione dei ruoli, ma questa svolta con un piccolo sconto solo per gli interessi, che vengono eliminati, la sanatoria si rivela un flop pazzesco, nessuno aderisce, se non chi aveva cartelle vecchissime e di piccoli importi.

Poi ci si inventa la voluntary disclosure, un'altra sanatoria per far rientrare i capitali dall'estero, ma in realtà è un guazzabuglio scoordinato di norme, che solo a leggerle viene il mal di testa, soluzione dalla quale, che Dio ce ne liberi, meglio starne lontani.

Con questa breve ricostruzione storica si capisce una sola cosa, Non fidatevi dello Stato Italiano, fa le norme con le trappole, meglio ponderare bene l'adesione alle sanatorie e farle con l'assistenza di esperti del settore, altrimenti le conseguenze potranno essere molto dolorose.

Quindi alla domanda conviene la voluntary disclosure? la risposta è assolutamente no!!

 

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I condoni 2003 erano  validi, ma era necessario fare ricorso entro 60 giorni altrimenti invece di pagare il 20% non pagato, si pagava  l'intera cartella

Dal  2009 le agenzie delle Entrate si stanno sbizzarrendo a richiedere gli importi delle rate del condono, adducendone la non validità, la legge 289/2002 non stabilisce da nessuna parte alcuna sanzione di nullità, il teorema e' falso.

La Giurisprudenza di merito e la stessa Cassazione avevano ormai per la maggior parte dei casi stabilito, che la sanzione di nullità doveva essere espressamente prevista dalla norma, fino a quando è intervenuta la crisi e una sola sentenza della Cassazione a dispetto di decine di segno contrario ha fatto da padrone facendo ribaltare molte pronunce a favore dello Stato.

Gli importi da condono non pagati andavano  recuperati entro il 31/12/2006 Commissione Tributaria Provinciale di Milano sentenza n.424/02/2008 Depositata il 19/11/2008 su ricorso della società R..L..srl difesa dal dott. Giuseppe Marino

L'omesso pagamento della seconda rata della rottamazione dei ruoli non determina la nullità del condono, perche' non espressamente previsto  Commissione Tributaria Provinciale di Caserta sentenza n.206/14/10 depositata il 29/01/2010 su ricorso di D.N.  difeso dal dott. Giuseppe Marino - Commissione Tributaria Provinciale di Caserta sentenza n 477/07/2008 Depositata il 28/11/2008 su ricorso di C.G. difeso dal dott. Giuseppe Marino

Il pagamento delle rate da condono non pagate, non rendono nulla la sanatoria, e' illeggittimo richiedere l'intera somma, Sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno  n. 36 del 26 gennaio 2007 (dep. il 26 febbraio 2007)  Sez. XVIII - Sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di  Pavia del 14 novembre 2006, n. 222, le somme dovevano inoltre essere recuperate a pena di decadenza entro il 31/12/2006 Sentenza della Commissione Tributaria di Genova  Sez. I, Sent. 7 febbraio 2006 (23 gennaio 2006), n. 20 Pres. Monteverde - Rel. Graziano, e' inoltre illegittima la procedura di esecuzione senza la comunicazione dell'avviso bonario Sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma Sent. n. 23 del 23 gennaio 2007 (dep. il 7 febbraio 2007)  Sez. XXXIV

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Un nuovo condono intervenuto nel 2011 per i ricorsi tributari pendenti fino a 20.000 euro (esclusi interessi e sanzioni) D.L. 6 luglio 2011, n. 98 pubblicato sulla Gazz. Uff. n. 155 del 6 luglio 2011 Serie Generale entrato in vigore il 07/07/2011.

 Il modello

 I codici tributo

Al fine di ridurre il contenzioso tributario  le liti fiscali  di  valore  non superiore a 20.000 euro in cui è parte  l'Agenzia  delle  entrate,  pendenti alla data del 1° maggio  2011  dinanzi  alle  commissioni  tributarie  o  al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a  seguito  di  rinvio, possono essere definite, a domanda  del  soggetto  che  ha  proposto  l'atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle seguenti somme:

a) se il valore della lite è di importo fino a 2.000 euro: 150 euro;

b) se il valore della lite è di importo superiore a 2.000 euro:

1) il 10 per cento del valore della lite in caso  di  soccombenza dell'Amministrazione finanziaria dello Stato nell'ultima o  unica  pronuncia giurisdizionale non cautelare resa,  sul  merito  ovvero  sull'ammissibilità dell'atto introduttivo  del  giudizio,  alla  data  di  presentazione  della domanda di definizione della lite;

 2) il 50 per cento del valore della lite, in caso di  soccombenza del contribuente nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa,  sul  merito  ovvero  sull'ammissibilità  dell'atto  introduttivo  del giudizio, alla predetta data;

 3) il 30 per cento/span> del valore della lite nel caso  in  cui,  alla medesima data, la lite penda ancora nel primo grado di giudizio  e  non  sia stata già resa alcuna pronuncia giurisdizionale  non  cautelare  sul  merito ovvero sull'ammissibilità dell'atto introduttivo del giudizio.

Le liti condonabili - se hanno per oggetto atti che costituiscono il primo atto di manifestazione della pretesa impositiva (es. accertamento si la cartella successiva all'accertamento no, la cartella su unico si etc..)

Avvisi di liquidazione, ingiunzioni e ruoli Atteso il rinvio all’art. 16, comma 3, lett. a) della legge n. 289/2002, l’art. 27 esclude che siano condonabili “gli altri atti di imposizione”. Tale dizione è stata interpretata dalla circolare n. 12 del 2003 dell'Agenzia delle entrate come un richiamo agli avvisi di liquidazione, ingiunzioni e ruoli. Infatti l’Agenzia delle Entrate ha statuito che «non sono definibili l'avviso di liquidazione, l'ingiunzione e il ruolo in considerazione della natura di tali atti non riconducibili nella categoria degli atti impositivi in quanto finalizzati alla riscossione dei tributi e degli accessori». Invece, ha soggiunto la stessa Amministrazione, «si deroga a tale principio qualora uno dei predetti atti assolve anche alla funzione di atto di accertamento, oltre che di riscossione». In altri termini, le liti relative ad avvisi di liquidazione, le ingiunzioni e i ruoli possono essere definite qualora i predetti atti costituiscano il primo atto di manifestazione della pretesa impositiva. Si pensi, per quest’ultima ipotesi, alle controversie aventi ad oggetto le cartelle e-messe a seguito di controllo formale della dichiarazione ai sensi dell'art. 36-bis e ter del D.P.R. n. 600/1973.

Come si determina il  valore della lite ossia il limite di 20.000€/span>, da assumere  a  base  del  calcolo  per  la

definizione, l'importo dell'imposta che ha formato oggetto di  contestazione in primo grado, al netto degli interessi, delle indennità di  mora  e  delle eventuali sanzioni collegate al tributo,  anche  se  irrogate  con  separato provvedimento; in caso di liti relative alla  irrogazione  di  sanzioni  non collegate al tributo, delle stesse si tiene conto ai fini del  valore  della lite; il valore della lite è determinato  con  riferimento  a  ciascun  atto introduttivo  del  giudizio,  indipendentemente  dal  numero   di   soggetti interessati e dai tributi in esso indicati.

 

Le scadenze da ricordare sono le seguenti:

      

          a) le somme dovute sono versate  entro il 30 novembre 2011 in unica soluzione;

          b) la domanda di definizione è presentata entro il 31 marzo 2012;

          c) le liti fiscali  che  possono  essere  definite  sono sospese fino al 30  giugno  2012.  Per  le  stesse  sono altresì sospesi, sino al 30 giugno 2012 i termini  per  la  proposizione  di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione,  controricorsi  e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio;

          d) gli uffici competenti trasmettono alle commissioni  tributarie, ai tribunali e alle corti di appello nonché alla Corte di cassazione,  entro il 15 luglio 2012, un elenco delle  liti  pendenti  per  le  quali  è  stata

presentata domanda di  definizione.  Tali  liti  sono  sospese  fino  al  30 settembre 2012. La comunicazione degli uffici attestante la regolarità della domanda di definizione ed il  pagamento  integrale  di  quanto  dovuto  deve essere depositata entro il 30 settembre 2012.  Entro  la  stessa  data  deve

essere comunicato e notificato l'eventuale diniego della definizione;

          e) restano  comunque  dovute  per  intero  le  somme  relative  al recupero di aiuti di Stato illegittimi;

          f) con uno o più provvedimenti del  direttore  dell'agenzia  delle entrate sono stabilite le modalità di  versamento,  di  presentazione  della domanda di definizione ed ogni altra disposizione applicativa  del  presente comma.

 La definizione di liti  pendenti

Per «liti pendenti» si intendono tutte le controversie nelle  quali  sia parte l'Agenzia delle entrate, aventi ad  oggetto  avvisi  di  accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni e ogni altro atto di imposizione dell'Agenzia stessa, notificati al contribuente e da questi impugnato avanti

gli organi competenti. Si intende, in ogni caso, pendente  la  lite  per  la quale, alla data del 1° maggio 2011, non sia intervenuta sentenza passata in giudicato. Sono escluse dalla  definizione  le  controversie  in  cui  siano coinvolti altri organi dell'Amministrazione pubblica, quali  ad  esempio  le altre Agenzie fiscali o gli enti locali.

 

L’iter da seguire:

 

1) versamento di  una  quota  del valore della lite entro il 30 novembre 2011;

2) e la successiva  istanza  di definizione entro il 31 marzo 2012.

Il  versamento  riguarda  ciascuna  lite separatamente e, diversamente da quanto previsto per  la  definizione  delle liti fiscali,  deve  avvenire  in  ununica soluzione.

 Per le modalità operative si attendono  le istruzioni del Ministero.

 

Il condono 2003 - scaduto

Il pagamento delle rate da condono non pagate, non rendono nulla la sanatoria

CONDONI 2003 – SCADENZA 16/04/2003   - PROROGATA AL 16/05/2003 - ULTERIORE PROROGA AL 16/10/2003

Attenzione il condono fiscale si e' chiuso nel 2003

  I CODICI TRIBUTO PER IL CONDONO 2003

LA SANATORIA DEI VERSAMENTI OMESSI, INSUFFICIENTI O TARDIVI

 

L’ART. 9 DELLA L. 289/2002 HA STABILITO LA POSSIBILITA’ DI SANARE I VERSAMENTI OMESSI, TARDIVI O INSUFFICIENTI.

LA DEFINIZIONE COMPORTA LA’AZZERAMENTO DELLE SANZIONI DI CUI ALL’ART. 13 DLGS 18/12/97 N.471, APPLICABILE NELLA MISURA DEL 30% DELL’IMPOSTA.

NON RIENTRANO NELLA SANATORIA I CONTRIBUTI INPS.

NELLA DEFINIZIONE BISOGNA PERO’ APPLICARE GLI INTERESSI NELLA MISURA DEL 3% ANNUO.

LA SANATORIA COMPRENDE TUTTI I VERSAMENTI RELATIVI ALLE DICHIARAZIONI PRERSENTATE FINO AL 31/10/2002.

RRESTA INTESO, CHE PER I VERSAMENTI NON RIENTRANTI NEL CONDONO E’ POSSIBILE COMUNQUE REGOLARIZZARLI CON IL RAVVEDIEMTNO OPEROSO VERSANDO IL 3,75% ENTRO 30 gg DALLA DATA DI PAGAMENTO, O IL 6% OLTRE TALE TERMINE, OVVIAMENTE INTERESSI DEL 3% INCLUSI.

E’ AMMESSA LA POSSIBILITA’ DI USUFRUIRE DELLA RATEIZZAZIONE A CONDIZIONE CHE L’IMPORTO DA PAGARE SUPERI 3000,00 € PER LE PERSONE FISICHE E 6000,00 € PER GLI ALTRI SOGGETTI.

LA RATEIZZAZIONE IN 4 RATE DOVRA’ AVVENIRE COME DI SEGUITO SPECIFICATO:

1 RATA – 16/04/2003 DI € 3000,00 PER LE PERSONE FISICHE E DI € 6000,00 PER GLI ALTRI SOGGETTI.

2 RATA – 30/11/2003 /span>  1/3 DELL’IMPORTO RESIDUO + INT. DEL 3%

3 RATA – 30/06/2003  1/3 DELL’IMPORTO RESIDUO + INT. DEL 3%

4 RATA – 30/11/2004  1/3 DELL’IMPORTO RESIDUO + INT. DEL 3%

LLA SCADENZA PER LA TRASMISSIONE TELEMATICA DELLA DICHIARAZIONE DI ADESIONE AL CONDONO,  E’ STABILITA IL 16/04/2003./span>

LA TRASMISSIONE DOVRA’ AVVENIRE A CURA DEGLI INTERMEDIARI TELEMATICI (COMMERCIALISTI).

 

LA SANATORIA DELL CARTELLE ESATTORIALI AL  31/12/2000  

LL’ART. 12 DELLA L.289/2002 CONSENTE DI CHIUDERE I VECCHI DEBITI SCATURENTI DALLE CARTELLE ESATTORIALI PAGANDO IL 25% DELLA CARTELLA , ESCLUSI GLI INTERESSI DI MORA ESATTORIALI, A CUI VANNO AGGIUNTE PERO’ LE SPESE ESATTORIALI DI NOTIFICA ED ESECUTIVE.

RIENTRANO NELLA SANATORIA TUTTE LE CARTELLE CONSEGNATE ALL’ESATTORIA DALL’AMMINISTRAZIONE DELLO STATO ENTRO IL 31/12/2000, PER VERIFICARE TALE CONDIZIONE E’ CONSIGLIABILE CHIEDERE DIRETTAMENTE ALL’ESATTORIA O VERIFICARE CHE IL RUOLO NON SIA POSTERIORE AL 2000./span>

RIENTRANO NELLA SANATORIA TUTTE LE CARTELLE RELATIVE ALLE IMPOSTE DIRETTE E INDIRETTE EMESSE DALL’AMMINISTRAZIONE STATALE, NONCHE’ LE CONTRAVVENZIONI STRADALI EMESSE DA POLIZIA E CARABINIERI .

PPER I RUOLI CONSEGNATI TRA IL 1/1/97 E IL 31/12/2000 E’ FATTO OBBLIGO ALL’ESATTORIA DI COMUNICARE ENTRO IL 2/3/2003 DI INVITARE I CONTRIBUENTI AL CONDONO, MA NULLA E’ STATO FATTO DALL’ESATTORIA.

ANCHE IN ASSENZA DELL’INVITO IL CONTRIBUENTE HA COMUNQUE DIRITTO A RICHIEDERE IL CONDONO./span>

PER LE CARTELLE ESATTORIALI, IMPUGNATE INNANZI ALLE COMMISSIONI TRIBUTARIE, E’ A DISCREZIONE DEL CONTRIBUENTE SCEGLIERE TRA IL CONDONO DELLE CARTELLE E LA DEFINIZIONE DELLE LITI PENDENTI.

QUALORA OPTI PER IL CONDONO DELLE CARTELLE PAGANDO IL 25% ESTINGUE COMUNQUE LA CONTROVERSIA PER CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE.  

CHIUSURA DELLE PARTITE IVA INATTIVE


Per i contribuenti, titolari di partita Iva, che nell'anno 2002 non hanno effettuato alcun tipo di attività rilevante agli effetti dell'Iva e del reddito d'impresa e di lavoro autonomo, è possibile chiudere le partite Iva cosiddette "inattive" per le quali non sia stata presentata la dichiarazione di cessazione.
Possono, inoltre, essere sanate le irregolarità relative agli anni precedenti nei quali non sia stata effettuata alcuna delle suddette operazioni.
La regolarizzazione si definisce mediante il versamento, entro il 16 aprile 2003, di un importo unico (indipendentemente dalle annualità regolarizzate) pari ad € 100, senza applicazione delle sanzioni.

COME ORIENTARSI TRA CONCORDATO, TOMBALE E INTEGRATIVA SEMPLICE.

 

CCHI NON ADERISCE E’ ESPOSTO AGLI ACERTAMENTI PER UN PERIODO  DI DUE ANNI IN PIU’ AI TERMINI ORDINARI (5 ANNI IIDD DIVENTANO 7 E 4 ANNI AI FINI IVA DIVENTANO 6)

 

IL TOMBALE O DEFINIZIONE AUTOMATICA/span>

TTRA LE VARIE FORME DI CONDONO PROSPETTATE, SICURAMENTE IL TOMBALE E’ IL MIGLIORE, IN QUANTO DA UNA COPERTURA TOTALE A 360 GRADI, SIA IN TERMINI DI ACERTAMENTO BLOCCANDO OGNI POSSIBILITA’ ACCERTATIVA FUTURA DEL FISCO, SIA IN TERMINI PENALI, ESTINGUENDO TUTTI I REATI TRIBUTARI EX DLGS 74/2000.

IL TOMBALE CONSENTE LE REGOLARIZZAZIONI CONTABILI, E LA DICHIARAZIONE DI CONDONO RISERVATA (ANONIMA).

L’UNICO PUNTO DI DEBOLEZZA POTREBBE ESSERE RAPPRESENTATO DALLA ECCESSIVA ONEROSITA’, E L’OBBLIGO DI DEFINIRE TUTTI I 5 ANNI DAL 1997 AL 2001, CON FACOLTA’ DI SCEGLIERE TRA II.DD E IVA, O CONDONARE ENTRAMBI I SETTORI IMPOSITIVI.

 

IL TOMBALE E’ L’UNICO CONDONO ACCESSIBILE A COLORO CHE HANNO CONSEGUITO UN VOLUME D’AFFARE SUPERIORE A € 5.164.569,00 PARI A 10 MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE./span>

 

IL CONCORDATO

HA SICURAMENTE COSTI PIU’ CONTENUTI, SOPRATTUTTO PER I CONTRIBUENTI CONGRUI E COERENTI, INIBISCE LA POSSIBILITA’ DI ACCERTAMENTO E DI INDAGINI BANCARIE, PERO’ LIMITATAMENTE AL REDDITO DI’MPRESA O PROFESSIONALE, RESTANO SCOPERTI ALTRI REDDITI.

LA NON COPERTURA DI ALTRI REDDITI AI FINI ACERTATIVI VALE SOLO PER LE PERSONE FISICHE (AD ES. POSSONO ESSERE SEMPRE ESPOSTE AL REDDITOMETRO), MENTRE PER LE SOCIETA’ SICURAMENTE C’E’ UNA COPERTURA TOTALE ESCLUSA OVVIAMENTE LA COPERTURA PENALE.

LA COPERTURA PENALE E’ QUINDI IL PUNTO DEBOLE PRINCIPALE DEL CONCORDATO, CHE NON DEVE PREOCCUPARE I PICCOLI CHE NON SUPERANO LA SOGLIA DI PUNIBILITA’ DEL DLGS 74/2000, ALMENO CHE NON ABBIANO UTILIZZATO FATTURE FALSE.

IL CONCORDATO NON CONSENTE LE REGOLARIZZAZIONI CONTABILI E NON CONSENTE LA DICHIARAZINE DI CONDONO RISERVATA.

E’ PRECLUSO IL CONCORDATO A COLORO CHE HANNO CONSEGUITO UN VOLUME D’AFFARE SUPERIORE A € 5.164.569,00 PARI A 10 MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE.

 

INTEGRATIVA SEMPLICE

CONVIENE SICURAMENTE A CHI VUOLE SEMPLICEMENTE INTEGRARE UN REDDITO NON DICHIARATO PAGANDO  LE IMPOSTE DOVUTE SUL MAGGIORE IMPONIBILE RIDOTTO DEL50%.

L’ATTIVITA’ ACCERTATRICE E’ INIBITA SOLO FINO AD UN CERTO LIMITE O FRANCHIGIA.

NON C’E’ IL PROLUNGAMENTO DI DUE ANNI PER GLI ACCERTAMENTI.

SI CONSIGLIA DI OPTARE PER IL TOMBALE, MA LA VALUTAZIONE DEL COSTO E LA SITUAZIONE SINGOLA FARANNO SCATURIRE LA SCELTA GIUSTA.

 

 

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